Castello di Sorbolongo

Antico borgo della media valle del Metauro in provincia di Pesaro

Com'è oggiCom'è oggiLa chiesa si trova all'interno delle mura e con la sua forma massiccia ad aula unica, caratterizza fortemente l'aspetto del paese. Retta dai monaci Benedettini che possedevano nelle vicinanze una abbazia e la chiesa di S. Maurizio è stata quasi completamente riedificata nel 1883 su un edificio medievale tra i più antichi della zona.

Come era nel 1925Come era nel 1925Ha quattro altari laterali ed è abbellita da opere in gesso rappresentanti le Virtù. Rispetto all'antica porta d'ingresso, da tempo demolita, essa si trova in fondo al castello in una graziosa piazzetta dalla quale si gode uno splendido panorama sulla valle del Metauro. Il grande portale in pietra che adorna l'ingresso della chiesa è sormontato da uno stemma in arenaria.

scena in gesso che raffigura San Michele Arcangelo mentre uccide il demonioscena in gesso che raffigura San Michele Arcangelo mentre uccide il demonioL'unica navata è abbellita da quattro altari di marmi impellicciati e da una profonda abside, visibile all'esterno anche da grande distanza, occupata in gran parte da una scena in gesso raffigurante San Michele che uccide il demonio, opera di un ignoto decoratore.oliera in arenaria, opera di Domenico Rosselli (1485)oliera in arenaria, opera di Domenico Rosselli (1485)Dietro l'altare maggiore si trova una preziosa piccola oliera: decorata alla base da una testina alata e nel timpano da un Cristo a braccia aperte, è datata MCCCCLXXXV e firmata "DO-FI" ovvero Domenico Fiorentino, cioè Domenico Rosselli (1439-1497/98).

   Il primo altare di destra conserva una gradevole pala, recentemente restaurata, raffigurante una Madonna del Rosario con inginocchiati i santi Domenico e Caterina, senza i quindici misteri di rito.Si tratta senza dubbio dell'opera pittorica più interessante della chiesa. "Madonna del rosario" (sec. XVII)"Madonna del rosario" (sec. XVII)Realizzata da un ignoto pittore, probabilmente influenzato dal classicismo bolognese e dal lavoro della bottega di Francesco Albani. L'autore è riuscito a dare particolare rilievo alle mani e ai piedi dei santi, che potrebbero essere una vera e propria chiave di lettura per una più precisa attribuzione.CrocifissioneCrocifissioneIl secondo altare di destra presenta una Crocifissione tra San Nicola da Bari e San Sebastiano. Il dipinto pur richiamando modi pittorici seicenteschi, dovrebbe essere un'opera del tardo Settecento. Non stupirebbe trovare documenti che possano attestare l'opera del Magini in questa chiesa. La fisicità e i volti dei due santi rimandano ad alcune pitture dell'artista fanese, come il dipinto nella Parrocchiale di Isola di Fano o la pala per la chiesa di Santa Lucia a Piagge."Fuga in Egitto" di Bruno d'Arcevia (1996)"Fuga in Egitto" di Bruno d'Arcevia (1996)Nell'altro lato il secondo altare ha visto recentemente (1996) sostituita la statua di San Giuseppe con un dipinto di Bruno d'Arcevia, moderno autore manierista, che ha eseguito il dipinto su commissione del parroco. Esso rappresenta la Fuga in Egitto, con a destra una veduta da sud di Sorbolongo, di cui si riconoscono le mura e la parrocchiale di San Michele, mentre in basso a sinistra un'apertura sottolinea il motivo della fuga: la strage degli innocenti. Il dipinto è datato e firmato nell' impugnatura della sega da falegname sistemata in primo piano a formare, assieme ad altri utensili, una natura morta. La torsione dei corpi, soprattutto il San Giuseppe, sia nella scena principale che nello scorcio, i colori forti e acidi, l’uso del cangiantismo, ci rimandano ad un periodo storico lontano, la maniera dell’inizio del Seicento. Il neomanierismo sviluppatosi nel corso degli anni ottanta del XX° secolo è un movimento pittorico (a cui fa riferimento anche l’artista arceviese) che ricorda la pittura rinascimentale e pone nella purezza della forma e nella precisione dei dettagli il contenuto esplicito del messaggio che vuole trasmettere.

uno dei santi martiri in pietra dipintauno dei santi martiri in pietra dipintaIn due nicchie laterali sono conservate due statue in pietra dipinta raffiguranti due santi con la palma del martirio in abiti da soldato romano. Difficile fare dei nomi, ma non è improbabile che una delle due statue rappresenti San Maurizio al quale è dedicata la chiesa di origine benedettina che si trova appena fuori le mura di Sorbolongo.

Madonna con bambinoMadonna con bambinoIl primo altare sulla sinistra è abbellito da un'antica tela della Madonna con bambino entrambi con il capo coperto da una corona d'argento, inserita in una cornice dorata sostenuta da due angeli di legno in volo.

l'organo romantico ottocentescol'organo romantico ottocentescoDa ricordare l'organo romantico ottocentesco sistemato sopra la cantoria nella controfacciata della chiesa: opera dei fratelli Martinelli, di Fratta di Perugia (oggi Umbertide) della seconda metà del XIX sec, appare oggi bisognoso di un pronto restauro.

Sul lato sinistro dell'entrata si può ammirare un gradevole crocifisso ligneo, mentre dove in origine si trovava il fonte battesimale una piccola porta dà accesso ad una saletta che conserva altre opere pittoriche, provenienti dal precedente edificio di culto. Tra queste un "San Michele che uccide il demonio" e un "Sant'Emidio" che porta tra le mani il castello di Sorbolongo, entrambe opere seicentesche. Particolarmente riuscito il ritratto di un Oratoriano filippino, del quale però si ignora l'identità.

San Michele che uccide il demonioSan Michele che uccide il demonio

Sant'EmidioSant'Emidio

"Oratoriano filippino" (sec. XVII)"Oratoriano filippino" (sec. XVII)